MINDFULNESS

STRESS

Il termine stress è oggi molto utilizzato. I dati riportano come un gran numero di italiani sia oggi in uno stato di stress continuo (80% per lo Human Highway, 90% per Assosalute), i giornali di medicina e salute fanno presente i rischi di una condizione di persistente stress; in ambito lavorativo aleggia il termine “stress psicosociale” e si corre ai ripari per prevenirlo attraverso consultazioni psicologiche. Ma esattamente cosa si intende per stress?

La risposta va ricercata nella storia. 

Cannon, fisiologo americano, fu il primo a compiere osservazioni e definire il concetto di stress (Cannon, 1914; Fraccaroli, F., Balducci, C., 2011). Il termine indicava l’insieme delle reazioni fisiologiche messe in atto da un organismo quando era in presenza di un potenziale pericolo.

Il concetto è stato poi rivisto e approfondito empiricamente da Selye, endocrinologo, che a seguito delle sue indagini sul campo ha notato come diversi animali rispondessero in modo specifico a molti stimoli nocivi. Questa risposta specifica è stata definita “Sindrome Generale d’Adattamento” (1946) e coincide oggi con il concetto di stress. La sindrome è divisa in 3 fasi:

  • Allarme
  • Resistenza
  • Esaurimento

Nella fase d’allarme il corpo percepisce e si prepara a rispondere agli stimoli nocivi ambientali. In questo momento aumenta la frequenza cardiaca, la respirazione, la sudorazione. 

Nella fase della Resistenza l’organismo mantiene un elevato livello di attivazione per continuare a far fronte al pericolo ormai manifesto. 

L’esaurimento è invece l’ultima fase, nella quale le capacità dell’organismo di opporsi agli stressors diminuisce e se gli stimoli stressanti permangono insorgono o peggiorano condizioni di salute quali ulcere o ipertensione arteriosa.

E’ possibile concludere allora che lo stress sia un complesso di reazioni che coinvolgono il sistema nervoso simpatico ed endocrino in risposta ad una condizione attivante di pericolo o necessità che ha un valore adattivo in quanto preparatorio all’azione ma che, se prolungato, produce effetti nocivi sulla salute psicofisica dell’individuo.

Stando all’aumento dei livelli di stress oggi l’ambiente sembrerebbe essere sempre più fonte di pericoli…ma è davvero così?

MINDFULNESS

La mindfulness ha ricevuto negli ultimi anni sempre maggiore interesse e consenso sul suo livello di efficacia per il trattamento di diverse sintomatologie tra le quali quelle stress correlate e umore deflesso(Hofmann et al., 2010; Piet and Hougaard et al., 2010; Chiesa and Serretti, 2011). Ma cosa si intende per Mindfulness? La mindfulness può essere definita come una pratica volta alla completa e costante consapevolezza al momento presente (Brown & Ryan, 2003). Nel corso della giornata la nostra mente tende a viaggiare continuamente tra perenni ripensamenti e preoccupazioni future, generando stress e/o calo d’umore. Quante volte ci è capitato di non goderci il weekend pensando a quello che ci avrebbe atteso il lunedì? Quante abbiamo fatto fatica ad addormentarci ripensando continuamente ad un nostro sbaglio di quel giorno o addirittura dei giorni precedenti? Questi sono solo alcuni esempi di come la nostra mente sia abituata a muoversi come una piccola scimmia dispettosa tra quello che vorremmo non capitasse (rimuginio) e quello che vorremmo non fosse capitato (ruminazione). In ogni caso, qualsiasi sia il pensiero, la nostra mente si ritrova in balìa di emozioni negative ed incapace di vivere appieno l’unica cosa che è certa in quel momento: il presente.

Attraverso la pratica guidata e la costanza imparerete a mantenere la mente libera, evitando di rimanere incastrati in quella modalità infondata di pensare che il mondo odierno, e la società occidentale soprattutto, promuove inconsapevolmente a discapito di salute e benessere. Le pratiche che utilizzo seguono protocolli standardizzati di provata efficacia secondo la letteratura scientifica (MBSR-MBCT).

References

Brown, K.W., & Ryan, R.M. (2003). The benefits of being present: Mindfulness and its role in psychological well-being. Journal of Personality and Social Psychology, 84(4), 822–848.

Cannon, W. B. (1914). The Interrelations of Emotions as Suggested by Recent Physiological Researches. Stati Uniti: (n.p.).

Chiesa, A., & Serretti, A. (2011). Mindfulness based cognitive therapy for psychiatric disorders: A systematic review and meta-analysis. Psychiatry Research, 187, 441-53.

Fraccaroli, F., Balducci, C., (2011). Stress e rischi psicosociali nelle organizzazioni. Valutare e controllare i fattori dello stress lavorativo. Italia: Il Mulino.

Hofmann, S.G., Sawyer, A.T., Witt, A.A, (2010). The effect of mindfulness based therapy on anxiety and depression – A meta-analytic review. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 78(2),169-83.

Piet, J., Hougaard, E., &Hecksher, M.S. (2010). A randomized pilot study of mindfulness-based cognitive therapy and group cognitive-behavioral therapy for young adults with social phobia. Scandinavian Journal of Psychology, 51,403-10.

Selye, H. (n.d.). The Genearal Adaptatio Syndrome and the Diseases of Adaptation. Stati Uniti: Assosiation for the Secretion of Internal Secretions